TRATTAMENTI E CURE
Struttura del percorso fisioterapico
La struttura di un percorso fisioterapico presso questo studio può essere sintetizzata in tre fasi:
Fase 1 - Visita Fisioterapica

La visita fisioterapica è fondamentale, necessaria per conoscere la natura del problema che affligge la persona e se sia di competenza della mia figura professionale o meno. Innanzitutto dobbiamo escludere la presenza di bandiere rosse: sintomi o segni, come semafori rossi, che ci indicano che il nostro lavoro con quel paziente termina momentaneamente in quel preciso istante perché potrebbero essere indicatori di una patologia sottostante di interesse medico.
Per essere la più esaustiva possibile si dedica almeno un’ora di seduta per trarre tutte le informazioni possibili. Essa è composta da:
- Anamnesi: colloquio nel quale il terapista conduce un’intervista alla persona, prima sulla sua condizione generale e dopo sul problema specifico per cui è giunta in studio;
- Ipotesi diagnostiche: dalla presa d’informazioni conseguenti l’anamnesi il terapista si fa una prima idea di quali potrebbero essere le cause del problema: ponendo le basi dell’esame fisico e definendo quali zone del corpo devono essere indagate per eseguire una diagnosi differenziale tra le varie ipotesi;
- Esame fisico: osservazione del corpo ed esecuzione di test clinici specifici su quei distretti che potrebbero essere la fonte del disturbo del paziente e che sono emersi dal ragionamento clinico eseguito durante l’anamnesi e le ipotesi diagnostiche;
- Diagnosi fisioterapica: dopo l’acquisizione di tutte le informazioni derivanti l’anamnesi e l’esame fisico, il ragionamento clinico deve giungere ad una comprensione del disturbo, andando a confermare una delle ipotesi diagnostiche e, quindi, emettere una diagnosi fisioterapica.
La visita fisioterapica è composta da 1 seduta di 1 ora.
Fase 2 - Trattamento

Il trattamento è l’insieme di sedute nel quale si mettono in atto le metodiche terapeutiche giudicate utili per modificare la sintomatologia derivante dal disturbo della persona.
Ogni seduta di trattamento dura circa quaranta minuti. Questo perché esso deve essere adeguato alla condizione presente del problema. Può capitare che il lavoro impartito sulla disfunzione deve innanzitutto non rischiare di essere eccessivo per non sollecitare una situazione di stato infiammatorio presente, oppure, il trattamento necessita più minutaggio per ottenere ciò che si vuole, per esempio sciogliere una contrattura resistente. Ogni seduta non sarà mai al disotto di trenta minuti e mai, o quasi, sopra l’ora di tempo.
Fase 3 - Verifica dell'outcome

La verifica dell’outcome è la rivalutazione della situazione del paziente attraverso un breve colloquio e la ri-esecuzione dei test clinici risultati positivi nella visita fisioterapica. Se quest’ultimi risultano negativi e la percezione espressa dalla persona risulta soddisfacente si può ritenere concluso il trattamento fisioterapico perché l’obiettivo è stato raggiunto.
In un mondo perfetto si potrebbe definire un percorso fisioterapico i tre sedute, una per ogni fase di trattamento.
Spesso ci vogliono più sedute per ottenere ciò che si vuole ma, a volte, anche meno. Dipende strettamente da ciò che emerge dalla valutazione fisioterapica e dall’atteggiamento della persona nell’affrontare la problematica.
La persona può presentare un disturbo acuto, sub-acuto o cronico, e per ognuna di queste evoluzioni si prospetta una tempistica di sedute. Ci sono, inoltre, tempistiche obbligate dalla natura del problema come una lesione muscolare o esiti di interventi operatori ma è importante, anche, l’atteggiamento della persona nell’affrontare la situazione patologica.
In conclusione, ogni percorso riabilitativo non può avere un numero di sedute prestabilito ma è dipendente dalla valutazione fisioterapica. Bisogna sempre tener in conto una certa variabilità, sia per l’evoluzione della sintomatologia, a seguito delle sedute, sia per l’atteggiamento della persona.
METODICHE DI TRATTAMENTO
Nella pratica le branche della fisioterapia che utilizzo per trattare questi disordini sono:
Informazione, educazione, prevenzione

Una condizione fisica spesso passa attraverso la modifica di comportamenti controproducenti alla salute della stessa persona. In alcune occasione, anche solo un cambiamento di una situazione comportamentale negativa produce effetti positivi immediati. Per contro, a volte, se non si modifica un comportamento del genere non si otterrà nessun miglioramento dalla terapia in atto oppure sarà solo in parte ed effimero.
Intendo, perciò, col termine educare, l’insieme dell’attività che tendono a favorire il raggiungimento di conoscenze e abilità da parte del paziente per affrontare lui stesso ciò che era causa o aggravamento del disturbo presente ed evitare che tale evento si ripeta in futuro (prevenzione).
Terapia manuale

Rappresenta l’insieme di tutte quelle tecniche passive o attivo-assistite di mobilizzazione o manipolazione con azione multi-tessuto ma specifica per area di applicazione che coinvolgono, con effetti facilitatori o inibitori locali o a distanza, meccanismi del sistema nervoso centrale e/o periferico.
Esempi di tecniche sono:
- Massaggio;
- Manipolazione articolare (thrust);
- Mobilizzazione articolare;
- Tecniche di allungamento;
- Tecniche di neuro-dinamica;
- applicazioni di Kinesiotaping;
- Modifica di sintomi agli arti inferiori tramite l’utilizzo di Solette personalizzabili.
Rieducazione funzionale

Viene utilizzata quando una persona a seguito di un evento avverso abbia perso le sue capacità motorie globali o di una parte del corpo stesso. Una operazione, un trauma, un allettamento prolungato per una qualche malattia può portare un individuo a perdere forza, resistenza, equilibrio in maniera generali o specifiche in una parte dell’organismo da compromettere la sua attività e partecipazione alla vita. La rieducazione funzionale è quel gruppo di pratiche che servono al fisioterapista a individuare le componenti deficitarie e ad organizzare un piano di lavoro per il loro ripristino.
Esempio di rieducazione funzionale:
- Rieducare la deambulazione attraverso la sua stimolazione, con esercizi, con suggerimenti attentivi, e con la scomposizione del schema del passo.
Esercizio terapeutico

L’obiettivo di questo tipo di trattamento è aiutare alla guarigione o alla modulazione del sintomo del paziente. L’esercizio terapeutico specifico è fondamentale nel piano di trattamento perché ogni problematica crea sempre, o quasi, una diminuzione della capacità di carico della struttura interessata o di tutto l’organismo che va necessariamente ristabilita se si vuole ottenere un completo risultato e non si vuole incorrere in sorprese future. Numerosi studi scientifici, dimostrano che l’esercizio terapeutico produce un’efficacia non solo limitata a livello della struttura interessata al disordine ma sul sistema nervoso centrale con effetti stimolanti, per esempio, sui meccanismi della gestione della soglia di dolore.
ALTRE RISORSE DELLO STUDIO
Utilizzo alcuni elettromedicali:
- Tecar;
- Ultrasuoni;
- Elettrostimolazione.
All’interno dello studio è presente:
- Una palestra: per eseguire gli esercizi necessari all’obiettivo del piano terapeutico. La palestra è utilizzabile dai soli pazienti in trattamento in determinati orari e senza nessun costo aggiuntivo;
- Una panca inversa: utilizzabile seguendo le stesse modalità della palestra.
Trattamento domiciliare:
- offerto in tutte quelle situazioni nelle quali il paziente è impossibilitato a uscir di casa proprio per la natura della patologia stessa che lo affligge.
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