La cefalea è il disturbo neurologico più frequente al mondo e colpisce ad oggi circa il 47% della popolazione generale.

Le cefalee, quali l’emicrania e la cefalea tensiva, sono condizioni in cui attualmente non è ancora stata trovata una causa certa. Ciò che accomuna questo tipo di cefalee è un’ipereccitabilità del sistema nervoso centrale e a una gestione anormale degli stimoli sensoriali nocicettivi e non nocicettivi. Per questo, in determinati contesti, stimoli provenienti da altre zone, mal interpretate dal sistema nervoso centrale stesso, possono far partire l’attacco cefalgico. É ormai accettato dalla comunità scientifica il ruolo che il rachide cervicale (soprattutto del segmento C0-C3) giocano nei dolori di testa, grazie alla connessione neuroanatomica del complesso trigemino-cervicale, che rendono tale struttura un vero e proprio relay dove convergono afferenze provenienti dal rachide cervicale e dalle strutture trigemino-vascolari e meningee. Studi scientifici dimostrano un’associazione del 90% dei disordini cervicali nelle cefalee. Non è un caso che la European Federation of Neurological Societies (EFNS) sostenga da tempo che la fisioterapia dovrebbe essere presa in considerazione per la gestione del mal di testa in combinazione con il trattamento farmacologico.

La fisioterapia quindi deve supportare la gestione medica in un contesto multimodale e multidisciplinare del mal di testa, in quanto è a basso costo e presenta un rischio irrilevante di effetti collaterali.