I disordini temporo-mandibolari (DTM) comprendono un gruppo di condizioni muscolo-scheletriche che coinvolgono l’articolazione, la muscolatura masticatoria e/o i tessuti associati. Sono caratterizzati da: dolore nell’area periauricolare, limitazioni o interferenze nelle funzioni come mangiare, sbadigliare, parlare e sono presenti spesso sintomi e comorbidità concomitanti quali cefalea, cervicalgia ecc.

I DTM non sono più considerati solo come una problematica locale ma piuttosto di origine multifattoriale. La popolazione coinvolta è infatti caratterizzata da rilevanti deficit psicosociali, spesso non relazionati con la diagnosi fisica. A tal proposito, è interessante notare come sia maggiore la prevalenza di questi disturbi nella fascia d’età lavorativa, compresa fra i 20 e i 55 anni, età sicuramente collegata maggiormente a stili di vita più stressanti e psicologicamente più pesanti. La diagnosi di DTM dovrebbe basarsi sul modello biopsicosociale. A questo proposito è stato individuato un sistema a doppia asse. L’ AXIS I è composta da diagnosi basate su segni e sintomi prettamente biologici, mentre nell’AXIS II vengono valutati fattori cognitivi, psicosociali e comportamentali che possono complicare il trattamento e contribuire alla cronicità.

La gestione conservativa dei disordini muscolo-scheletrici rientra nelle competenze del fisioterapista OMPT in collaborazione con l’odontoiatra di riferimento.